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CAMPIONATI DI SCI LIONS OPEN 2016 ALLE SORGENTI DELL’ADDA DIARIO DI BORDO

CAMPIONATI DI SCI LIONS OPEN 2016 ALLE SORGENTI DELL’ADDA DIARIO DI BORDO – 4/5/6/7 febbraio 2016

Giovedì 4 febbraio

Costretti dalla nostra fama, che ormai suscita rispetto, timore e malcelata invidia sull’intero arco alpino, partiamo in ordine sparso, in giorni ed orari diversi. Qualcuno neppure parte, ingannando così gli osservatori cusiani e trentini ed illudendoli crudelmente. Durante l’avvicinamento a Bormio seguiamo anche tragitti diversi e, fra gli avversari, è caos totale. Insieme ai miei cognati percorro la sponda occidentale del Lago di Como, facendo credere alle spie che ci seguono di essere diretti a Sankt Moritz. Lungo la statale della Valtellina ci sono anche dei posti di blocco, sicuramente predisposti dai soliti avversari, ma neppure questo ci scoraggia. Ci si trova così tutti in un bellissimo e rovente albergo di Bormio in serata. Quest’anno i capitani sono quattro. Zanaria (quest’anno, ahimè, non giocatore!) e Pagani si occupano di pubbliche relazioni, di tifo, di tattiche e di poesia. Bensi e Borioli (chi meglio?) di logistica e di agonismo. Sono anche le nostre punte di diamante. Il super campione nazionale Cesare ha ormai terrorizzato, oltre alle Alpi, gli Appennini e la squadra fantasma di Pavullo neppure si presenta. Tutti insieme a cena per iniziare il riscaldamento dei nostri corpi dall’alto, cioè dalle mandibole, al ristorante tipico Vecchia Combo, carino e ospitale. Allo stesso prezzo, da noi, si mangia una pizza margherita con birra piccola e caffè. Qui antipasto, primi, secondi, dessert e torrenti di rosso della valle, con Braulio finale. Sotto una leggera nevicata ripercorriamo la lunga strada che ci separa dall’hotel Palace, dando inizio ad una prolungata digestione. A letto presto, ai 25 gradi delle torride camere.

Venerdì 5 febbraio

Su un bellissimo campo di gara a Santa Caterina Valfurva, località prestigiosa e paese natale della fuoriclasse del nostro sci alpino Debora Compagnoni, si celebra la prima tappa del nostro percorso trionfale, la gara di fondo. In assenza di grandi atleti quali l’esperto di alberi fuori pista Sarazzi e il tutore della fauna vigezzina Cavalli, ci pensa Villani a portare il suo importante contributo allo squadrone. Unica fra i parenti, ma encomiabile e preziosa per i punti conquistati, la dolcissima Matilde, che trionfa alla sua prima uscita nel fondo. Niente da fare, però, contro l’Omegna che di parenti porta vagonate.  Il capitano motivatore Fuente – Zanaria distribuisce energie supplementare a tutti con le sue magiche bottigliette: che cercassero proprio queste ieri ai posti di blocco? Il campione nazionale Bensi straccia tutti, con distacchi sempre più pesanti. Non c’è più competizione, anche i trentini si arrendono. Il nostro gladiatore dà tutto ed al traguardo viene rianimato da Nicoletta. Bonacci non molla mai, Fabbri viene illuso da un’erronea classifica provvisoria che lo manda sul podio, gli altri volano tutti, ma non sulla neve, bensì al traguardo. Lasciamo la staffetta ai trentini per riservare un minimo d’interesse alla competizione. Nel pomeriggio a Bormio, sul pendio finale della celeberrima pista Stelvio, sede di una delle più importanti discese libere di Coppa del Mondo, c’è il terzo atto dei campionati, lo slalom parallelo. L’Omegna, con una buona dose di fondo schiena dovuta alla caduta di un atleta trentino, vola in finale. I nostri quattro moschettieri Borioli, Bensi, Laurini e Garino sono terzi, sconfitti per un’inezia nella vera finale da Matelica, squadra imbattibile nelle false partenze gestite a distanza con bandierine. Ma siamo nel 2016 o ai tempi delle segnalazioni a distanza fra i galeoni di Magellano e parenti? Conclude la giornata la Cena dell’Amicizia: piccoli ritocchi delle strategie vincenti e tutti a nanna.

Sabato 6 febbraio

La dea bendata ci concede una splendida giornata, alla faccia delle previsioni. Tutti a Bormio 2000, anche i non scianti. Il tifo dei nostri supporter, guidati dai capitani non giocatori, è nettamente superiore agli altri, almeno sotto l’aspetto etico, culturale e di stile. Ad ogni grande discesa degli atleti corrisponde almeno un peana, un sonetto o un’acclamazione in greco antico. Classe allo stato puro!  Laurini e Fabbri, sempre per dare un minimo di competitività ai ludi, pensano bene di perdere uno sci alla prima curva e di baciare la neve, già in segno di trionfo, un po’ troppo prima del traguardo. Si pensa ad una manomissione di avversari interni  (vero Butti?) o esterni (vero Cusio?), ma le discese di tutti gli altri sono piccole perle bianche nel cuore delle Alpi Retiche. Borioli si conferma ai massimi livelli, Matilde conquista altri punti preziosi, Villani sacrifica la brillantezza dello scorso anno alla causa sociale con i punti indispensabili del fondo, gli esordienti, o quasi, Prola e Gianoglio sono autentiche frecce, tutti danno il massimo. Enrico scende volutamente con la calma dei grandi per dar modo alla squadra di avere tempo in più per l’ultima messa a punto delle attrezzature. La vera sorpresa è, però, Butti che scende in apnea e ci resta per un po’ anche dopo il traguardo. Severi controlli anti-doping, a sorpresa, lo attendono nei prossimi mesi. Consci della nostra forza, ma timorosi per i punti persi “scioccamente”, rientriamo alla base in prudente silenzio e lo manteniamo anche alla Cena di Gala fino all’ultimo istante. L’accoglienza della Valtellina è squisita. Durante la cena si susseguono premiazioni e auto-premiazioni di ogni tipo, non solo per gli atleti che hanno faticato. La musica dei versi di Antonio precede il momento cruciale della serata. La suspense è palpabile. Omegna, Bormio e Trento s’illudono fino all’ultimo di aver finalmente sconfitto la macchina da guerra ossolana, la Godzilla delle Alpi, l’invincibile armata. Niente da fare! Lo speaker  si tradisce lasciandosi sfuggire un’ ”ancora???” e proclamando il nostro trionfo: la  coppa più prestigiosa torna a nord del piangente Cusio, che si accontenta di quella dovuta a chi sa coinvolgere le già citate vagonate di parenti e dei due trofei di secondo livello. E’, comunque, un trionfo del Verbano, Cusio, Ossola. Saranno ancora aperti a tutti i prossimi campionati? Oppure ci saranno A1 e A2?

Domenica 7 febbraio

Di notte scende la tanto attesa neve, che si trasforma in pioggia durante il viaggio di ritorno, a quote più basse. Ma ci vuole ben altro per raffreddare il nostro entusiasmo. Stiamo già preparando la conquista dell’Appennino Abruzzese.

 

Lions Club Domodossola

Gianpaolo Fabbri

addetto stampa

 

INFO:– 349 8045990 – gianpaolofabbri@email.it

Presidente Gianpaolo Prola