11 Dic Cena al buio
«Hello darkness my old friend/ I’ve come to talk with you again».
L’oscurità resa celebre dal duo Simon and Garfunkel si è tradotta in un’esperienza che è andata ben oltre i riflessi allegorici della canzone, grazie a degli accorgimenti tecnico/artigianali che hanno trasformato la sala ristorante dell’Istituto Alberghiero Rosmini in una vera e propria “camera oscura”.
Il Presidente Bensi l’aveva preannunciata ai soci del club fin dal suo primo giorno di insediamento, suscitando curiosità e qualche apprensione emotiva.
Una cena TOTALMENTE AL BUIO?
Ma come si riconosceranno il vino e l’acqua?
A me, poi, che non piace il rosso!
Ed intuire la quantità versata prima di aver allagato la tovaglia: come si fa?
E le pietanze allora?
Come si arpiona un raviolo con la forchetta, in totale oscurità, senza sapere che questi non balzerà oltre l’orlo del piatto andando ad ingentilire il centro tavola…che magari neanche c’è.
Per non parlare della questione commensali: nella migliore delle ipotesi, andranno riconosciuti; altrimenti solo “immaginati” attraverso la loro voce, i riferimenti personali, i silenzi.
Pochi, a dir la verità.
Passato il bussolotto che introduce alla “camera oscura” sembra di essere alla Vucciria di Palermo: si parla con voce stentorea, si schiamazza, più del lecito; quasi che i decibel compensino la vista assente.
Gli unici che parlano “normale” sono proprio loro, i cinque ragazzi non vedenti del G.V.S.C: Carolina, Donato, Francesco, Piercarlo e Giovanni; i quali dopo aver preso per mano l’ospite lo conducono al suo posto e, per il resto della serata, svolgeranno in maniera impeccabile il loro servizio.
Spiegano come riconoscere acqua e vino, servono e sparecchiano ogni singolo piatto, integrano il pane che è finito, così come la bottiglia d’acqua frizzante.
Sono un fruscio che agita le spalle del commensale, al massimo un tocco gentile.
Alberto Alberti, Presidente Gruppo Verbanese Sciatori ciechi (G.V.S.C), nonché socio Lions Club Verbania, presente alla cena con la consorte Monica, fa notare come i ragazzi si mostrino “sciolti” quasi spavaldi nel condurre la serata.
E già per loro tutto questo “è normale” viene da pensare.
Ma quando la cena si concluderà e la luce verrà ripristinata, allora – preannuncia l’Alberti – vedrete come il gioco delle parti imporrà la sua regola.
E difatti.
Man mano che in sala gli ospiti torneranno “a vedere le stelle” lasciandosi andare ad esclamazioni e commenti soddisfatti, i ragazzi del G.V.S.C: Carolina, Donato, Francesco, Piercarlo e Giovanni si ritrarranno timidamente nelle spalle, immobili allo scroscio degli applausi.
Lions Club Domodossola
Massimo Gianoglio addetto stampa
Info: 347 990 4294 – press@lionsdomodossola.it
Presidente Cesare Bensi
