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Il tribunale arbitrale dello Sport – Incontro con il prof. Luigi Fumagalli

Il tredicesimo meeting, apertosi con la celebrazione della santa messa in memoria dei soci defunti è stato adombrato dalla coeva scomparsa del socio Enrico Micheli, del quale il club ne rievoca la figura – in calce al presente articolo – per il tramite della penna di Antonio Pagani.

Riunito il club presso il ristorante didattico della Scuola alberghiera Rosmini, il Presidente Bensi ha esordito esprimendo soddisfazione per la vasta partecipazione al pranzo pro pullmino Gruppo Verbanese Sciatori ciechi (G.V.S.C) tenutosi alla Prateria domenica 19 aprile.

Contestualmente ha introdotto l’ospite della serata, il prof. Luigi Fumagalli, professore ordinario di Diritto internazionale presso l’Università Statale di Milano, nonché ex allievo dell’istituzione scolastica rosminiana.

In qualità di membro del Tribunale arbitrale dello Sport di Losanna e di Presidente della Corte Nazionale di appello antidoping presso il CONI il prof. Fumagalli vanta una collaudata esperienza nel campo delle controversie sportive. 

Da Pechino 2008 a Milano Cortina 2026, passando per Sochi e Tokyo, ha affrontato numerosi casi e contenziosi giuridici che hanno coinvolti atleti e federazioni di paesi diversi.

Istituito in occasione delle Olimpiadi di Atlanta 1996, il Tribunale arbitrale dello Sport – ha ricordato il prof. Fumagalli – ha sede a Losanna e si compone di un numero variabile di membri a seconda dell’olimpiade: 8 per quella invernale; e 12 per quella “estiva”.

La mansione è a titolo gratuito.

Sebbene le controversie possano insorgere anche prima dell’inizio dei giochi olimpici (ad esempio il ricorso di un atleta escluso dalla propria federazione) di solito accadono “in itinere” e per questo motivo il lodo arbitrale deve essere depositato in tempi molto brevi: 24 ore.

Il prof. Fumagalli, a titolo esemplificativo, ha illustrato alcuni casi verificatisi in occasione delle recenti olimpiadi di Milano – Cortina e che hanno riguardato l’esclusione di un atleta russo (per le note vicende belliche), oppure il divieto comminato al team inglese di skeleton di utilizzare un particolare casco dotato di un appendice aereodinamica.

A proposito di caschi il prof. Fumagalli si è intrattenuto sul caso che avuto maggior risonanza mediatica: quello dell’atleta ucraino che voleva partecipare alle gare di skeleton con i volti dei colleghi – soldati caduti in guerra effigiati – appunto – sul casco.

Possibilità che gli è stata, ovviamente, negata.

Il giurista si è, infine, soffermato su alcuni episodi di doping (o presunto tale) evidenziando anche come sia molto facile per un atleta incorrervi, visto che molte sostanze proibite – perché ritenute dopanti – siano presenti in farmaci e medicinali tra i più comuni.

Anche in una banale pomata cicatrizzante, come sa bene Sinner.

Ciao Enrico, da Antonio, a nome di tutti

Ciao Enrico, il più vivo ricordo che ho di te è lontano dalla morte come un sogno è lontano da un incubo. È un ricordo che ha il suono delle risa, la tenerezza di un sorriso: io e te, sulla scomoda groppa di un elefante, legati con una corda, su e giù per le collinette del Parco Kruger. E la tua adorata moglie che ti aspettava un poco ansiosa ma lieta per questa tua monelleria.

Eri un uomo delicato ed educato, positivo e propositivo. Se il Lions avesse avuto necessità di uno spot pubblicitario, tu ne saresti stato l’icona, l’emblema. Avevi il distintivo stampato nell’anima della persona giusta, retta, amabile e disponibile.

Amavi tante cose e tante persone, ma eri permeato di musica: in te ogni canto diventava un inno. Una corale di valle diventava sotto la tua guida, un omaggio al luogo, alla poesia delle montagne, al creato voluto da un Dio benigno.

Io sono certo che sotto Natale tu riuscirai a interpretare, perfettamente e lietamente, quel verso di “Notte Silente” che dice:

“… sorge un cantico d’angeli…”


Sarà bellissimo, come sempre. Come tutte le volte. Come tutta la tua vita.

Ciao, Enrico, un bacio

Antonio

weserve

Lions Club Domodossola
Massimo Gianoglio addetto stampa
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Presidente Cesare Bensi